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  Il centro abitato si snoda per quasi un chilometro lungo la strada provinciale “Campana n° 2”, ed il sito, che esso occupa, fa da facile valico fra la valle del torrente Bradano verso l’interno della Basilicata e quella del torrente Liento verso l’alta e media valle dell’Ofanto.
Ruvo ha costituito, per questo versante, uno dei punti nodali nel sistema di comunicazione fra l’interno della Basilicata e la Campania, giacchè l’unico tracciato di strada nei tempi passati era Atella-Ruvo-Ofanto. Aperta ormai definitivamente al traffico la strada a scorrimento veloce, per il collegamento fra la zona industriale di Vitalba e l’Ofantina (SS 401), attraversa il territorio di Ruvo del Monte lungo le valli dei torrenti Bradano e Liento. A nord-est del centro abitato si trova un complesso boschivo con prevalenza ad alto fusto: il bosco di “Bucito”.

Aree a bosco ceduo si trovano a nord/nord-ovest in località toppo Barone, toppo Pescione e Cerrutolo, dove si trovano i ruderi dell’antica Grancia benedettina di “San Tommaso di Cerrutolo”, fiorita tra il secolo XII e il XIV, centro di un omonimo casale abbandonato alla fine dell’epoca angioina.
 L’attuale centro abitato ha uno sviluppo edilizio che si allunga circa 1500 mt.. La parte pianeggiante (Basso-Ruvo) e l’altra che sale dalla Chiesa Madre fino al Castello (Capo-Ruvo) si uniscono nel luogo denominato da tempi immemorabili “Urm’”.
Visitata l’antica chiesa di Sant’Anna, dove, nel 1783, furono accolte le reliquie di S. Donato martire, in attesa di essere sistemate nella Chiesa Madre; fatta una sosta dinanzi al monumento ai Caduti, in piazza Ungheria, “discreta opera in marmo dello scultore Ciocchetti di Roma” del 1924, si lascia alle spalle la fontana a zampillo e si imbocca il corso Italia.

Iniziando a salire verso la parte alta del paese si incontra la Chiesa Madre dell’Assunta, eretta sull’antico poggio dell’ “Urm”, un rilievo che oggi viene a trovarsi tutto inserito nell’abitato.
Pur non rigettando del tutto la tradizione orale circa un olmo, che una volta avrebbe dominato e coperto con la sua ombra parte dello spazio suddetto, è da prendere in considerazione l’ipotesi della provenienza del termine “Urm” da quello Greco-Bizantino “Ulema” (luogo di arbusti), o da “Ulimos” o “Ulimon” (luogo verdeggiante e frondoso), un luogo di bosco, proprio come era una volta questa piccola altura posta vicino ad una antica via di transito che dal passo di Ruvo portava verso il pianoro più alto.
Non è del tutto da escludere che la Chiesa, dall’antico titolo orientale di S. Maria Assunta, fosse stata eretta dal consistente nucleo Bizantino, presente nel luogo negli ultimi secoli del primo millennio, e poi utilizzata come Chiesa Madre del gruppo misto dell’abitato, a partire dalla seconda metà del Trecento, dopo la distruzione dell’agglomerato medioevale, sorto intorno alla primitiva chiesa S. Tommaso.
Salendo ancora verso l’alto si incontra, a circa metà percorso, l’antico palazzo quattrocentesco della famiglia Cudone di sicura origine Bizantina (i “Cudoni” erano ufficiali dell’esercito greco del tempo).
Di fronte a questo palazzo vi è un piccolo largo fra le case (oggi piazza De Pretis), che fu l’antica “Piazza” di Ruvo a partire dal Quattrocento, a poca distanza dalla quale fu eretta la chiesa di S. Giuseppe sul finire del Seicento.
Più in alto, proseguendo, nella zona storica più antica, si arriva al Castello Angioino – Aragonese dei Gesualdo.

Qui si possono ammirare ancora il ponte in muratura con la riedificata scala di accesso alla prima porta, il cortile e la torre annessa, circondata ancora da ciò che resta delle mura, visibili, a tratti, anche più in basso, dove ancora il luogo conserva il nome di “Murati”. Poi, la seconda porta che immette in Piazza Cavour , ove  è ubicata una fontana con due abbeveratoi denominata “Fontana Vecchia”.
Si raggiunge poi l’alto piano delle alture storiche e protostoriche di Ruvo, dove silenziosi restano, oggi, i ruderi del Monastero di S. Tommaso del Piano, ribattezzato “ Convento S. Antonio” nell’Ottocento, per un cambio di guardia dei frati francescani.

Di particolare interesse sono le tre arterie parallele di Via Roma, Via Marconi e Via Europa, intercomunicanti tra loro, attraverso suggestive viuzze e vicoletti, che collegano la parte bassa del paese con la zona alta o centro storico e lungo le quali è possibile ammirare  portali di pregio, stemmi gentilizi, cortili e piccole piazze.



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