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Antichi mestieri

Nei tempi passati, a Ruvo del Monte, numerosi erano i mestieri artigianali. Le “botteghe” pullulavano in ogni via del “borgo”. L’economia del nostro paese si fondava prevalentemente su agricoltura, zootecnia ed artigianato, quest’ultimo fiorente, rappresentava un po’ la piccola “borghesia” del paese. Tra contadini ed artigiani, molte volte, vigeva il sistema del “baratto”, in cambio di arnesi per il lavoro dei campi, di utensili e mobili per la casa, i contadini e gli allevatori offrivano i loro prodotti, oppure coltivavano il piccolo podere (vigna ecc.) dell’artigiano.

Ed erano sempre esponenti dell’artigianato a far parte anche dell’amministrazione del paese, perché avevano più tempo a disposizione e forse anche un grado di istruzione migliore rispetto al semplice  e povero contadino.

         Le varie botteghe artigiane dell’epoca, oltre a produrre, erano anche un punto di ritrovo,di incontro, un luogo dove poter discutere dei fatti, degli avvenimenti del paese, dove poter leggere, addirittura un giornale, oppure ascoltare della buona musica “artigianale” dei bravi “maestri concertatori”del luogo (vedi le botteghe” ri  barbier”, oppure dei “ri scarpar”).

         Ruvo ha avuto degli abili e capaci maestri di bottega, dei veri artisti.

         Tra i mestieri che si svolgevano a Ruvo ricordiamo, (*) u‘ furgiar’ (fabbro ferraio e maniscalco) = produceva utensili vari, sia per la casa che per il lavoro (zappiedd, zapp, zapp’ a’ corn, palett, paledd, ‘ncurn, accett’, fav’c e fav’cedd, pal, grastiedd’, palanchin, puntidd, forch, pich ecc.), inoltre era il “calzolaio” degli animali da soma (ciuccj’, mul’, cavadd’), cioè procedeva a mettere i ferri agli zoccoli dei quadrupedi, onde evitare che lo stesso si consumasse o rovinasse ed, infine, procedeva alla loro tosatura. Con l’arte del ferro battuto creavano dei veri capolavori, delle ringhiere artistiche,oggetti fantasiosi.

 

-         (*) U’ scarpar (calzolaio): = realizzava le scarpe ,le cuciva, le riparava. Famose erano  r’             scarp’ cu r’ taccj’ (cioè delle scarpe sulla cui base di suola venivano messi dei piccoli chiodi la cui testa larga batteva sulla strada. Servivano per evitare una facile usura, quindi, per farle durare nel tempo. Erano utilizzate soprattutto dai contadini.

 

-         U fal’gnam’ (falegname): ad esso era affidato il compito di realizzare mobili per la casa, infissi vari, supporti per arnesi in ferro ( le”stile”, cioè il manico per il martello, per il piccone, per la zappa ecc.) , nonché recipienti per la cantina, quali t’niedd, tin’, t’nedd’, vutt, ma anche e, purtroppo, di bare per l’ultima dimora, ecc.

.

-         (*) U’ barbier’ (barbiere) =  (addetto all’acconciatura dei capelli per soli maschi):.

Attualmente detta carenza viene sopperita da coiffer.

-         (*) U’ sart’ (sarto) : realizzazione, su misura, di abiti, giacche, pantaloni, nonché interventi di “rammento”, o operazioni di allargare o restringere un capo.

A’ sart’ (sarta):  realizzazione, su misura, di gonne, corpetti, vestiti, abiti da sposa.

-          (*) U’ canstrar’ (canestraio) = lavorazione dei vimini, realizzazione di cesti, canestri, panari ecc.:

-         (*) U’ Scarpllin (scalpellino) : lavorazione artistica della pietra (bastare vedere i numerosi portali delle case ruvesi, nonché lapidi ecc.).

 

-          (*) U’ ‘mpasta cret (vasaio ecc.) = lavorazione dell’argilla, realizzazione di tegole, vasi, r’zzul, piatt’, sapsett’,cic’n, ecc.

-          (*) A’ magliaj’ (magliaia) = realizzazione di maglie intime e maglioni (pullover), in lana e cotone.

-          (*) A’ cavzttar (calzaia) = realizzazione di calze, calzini ecc. in lana e cotone.

-          (*) U’ banditor (banditore) = colui che annunciava notizie di vario genere: avvisi dell’autorità pubblica, vendite, arrivi di commercianti ambulanti, manifestazioni pubbliche ecc.

-          (*) U’ mulunar (mugnaio) =   lavorazione dei cerali con produzione di farine e crusca.

 

-         (*)U’ trapptar (frantoiano) = lavorazione delle olive nel periodo da fine novembre a tutto gennaio.

 

-         (*) U’ tribbiator = colui che provvedeva alle operazioni di trebbiatura con apposita macchina detta “trebbia” (trebbiatrice) che provvedeva all’estrazione dei chicchi di grano e di altri cereali dalle spighe, separandoli da pula e paglia. La trebbiatrice veniva stazionata in un’aia ove erano stati realizzati dei grossi cumuli di covoni, trasportati dai vari campi, (casazz’ a forma di torri cilindriche). Le aie più importanti erano Sotto Sant’Anna (Crocj’ Parzogn’) e a’ Sciula  (Macchia la Corte) dove venivano realizzate dei veri villaggi di grossi covoni.

L’industria moderna ha soppiantato la trebbiatrice stazionaria, con la mietitrebbia, che miete, trebbia  ed imballa nello stesso tempo, recandosi di campo in campo.

-         (*) U’ vardar’ = colui che realizzava le selle per gli animali da soma (soprattutto asini e muli).

-         (*) U’ stagnin’ ( lo stagnino) = colui che provvedeva a ricoprire con un sottile strato di stagno (materiale di colore argento) la superficie di utensili di ferro e di rame, pentole, tegami ecc., e suggellava anche l’involucro di zinco delle bare, prima della sepoltura nelle “tombe”.

-          (*) U’ lupnar’= colui che coltivava i lupini, li “curava” con la messa a bagno di acqua corrente, e dopo averli salati, li vendeva in mezzo alla strada, nelle cantine e nei bar, in bustine (la misura era un bicchiere di vetro,di quelli che si usavano per la mescita del vino = 12 bicchieri un litro).

-         (*) U lattar’  (il lattaio) =coloro che vendevano latte di produzione dei propri allevamenti, con una certa consistenza ed assiduità, a domicilio delle famiglie, con misuratori specifici.

-         (*) L’urtulan (l’ortolano) = coliche coltiva ortaggi e verdure varie per la vendita al pubblico.

Ora c’è solo un contadino di Rapone, Nicola Ricigliano, che di tanto in tanto viene col suo autocarro a far assaporare i prodotti della buona terra di una volta.

-         U’ noleggiator’ (noleggiatore) = colui che trasportava persone da un paese all’altro.

-         U’ g’latar’ (il gelataio) = colui che realizzava il gelato in modo artigianale al 100%.

 

-         (*) U’ fotograf’ (fotografo) = fotografie varie, servizi matrimoniali ecc.

Ricordiamo: Eduardo Bisceglia, con laboratorio in Corso Italia (sott’ a’ l’urm) e Rita Ernesto Antonio in Piazza Chiesa e, poi, in Viale della Repubblica.

-          U pasticcier’ (il pasticciere) = realizzazione di dolci varie e torte per ogni cerimonia.

-         U’ meccanic’ (il meccanico) = addetto alla riparazione delle auto.

-         (*) la venditrice di uova = si dedicava prima alla raccolta delle uova dalle campagne sia di Ruvo che dei centri vicini, portandole in ampi panieri (u panar) ed in canestri, retti sulla testa per vari chilometri, poi li rivendeva ai forni e pasticcerie, nonché a privati cittadini.

U’ furnar’ (il fornaio) = cottura e vendite di pane, biscotti ecc. Numerosi erano i forni di una volta e tanti sono stati gli addetti.

-         (*) A’ merlettaj  e ricamatric’ (merlettaia e ricamatrice) = colei che procedeva alla realizzazione di merletti vari, di centro tavola, di tende, di copertine per neonati, o di interi copriletto, con vari sistemi di lavorazione (uncinetto ecc.), di tovaglie, lenzuola, interi corredi da sposa ricamati.

-         U’ murator’  =  colui che realizzava dei muri, quindi, delle case. Il vero muratore, chiamato “mastro”, era un tutto fare nel settore edile ( dal murare, all’intonacare, dal piastrellare, al pavimentare, e sin’anche effettuare lavori  di carpenteria).

E’ un mestiere che va avanti ancora per i lavori di ricostruzione post terremoto, ma gli occupati nel settore si vanno, man mano, riducendo. Sopravviverà qualcuno.

-         U’ pittor e gessin’ (l’imbianchino, il gessino) = erano quelli che portavano il tocco finale alle case, dopo l’intervento dei muratori. Procedevano alla pitturazione, alla realizzazione di stucchi, a mettere su carte da parato ecc.

-         (*) U’ funtanar (l’idraulico) = cioè l’artigiano che realizzava gli impianti idrici nelle abitazioni e provvedeva alla loro manutenzione.

-         (*) U’ ‘lttrcist’ (l’elettricista) = cioè l’artigiano che realizzava gli impianti elettrici e provvedeva alla loro manutenzione.

Ora non c’è più nessuno che opera nel settore. Le necessarie maestranze giungono dalla zona.

-         (*) U’ r’lugiaj’ (l’orologiaio) = riparazione di orologi e manutenzione dell’orologio pubblico.

-         (*) U’ cinematograf’ (l’operatore cinematografico) = l’unica sala cinematografica a Ruvo è stata in Corso Italia- Via Piave (sott’ a’ l’urm’).

Operatore-proprietario è stato : Nicola Grieco (detto Niculin’ Mni’vr), aiutato da Carmine Marena e Vincenzo D’Alessio. C’è stato anche un altro tentativo con una sala in Vico IV Marconi, da parte di Blasucci Benito e Antonio (u’ t’nent), però è durato poco.

 

Oltre a questi mestieri, prettamente esistenti sul luogo, c’erano quelli ambulanti, esercitati da persone della zona. Ricordiamone alcuni: U ‘MBRLLAR = colui che riparava e rattoppava gli ombrelli rotti. L’ARROTIN AMMOLA FORB’C E AMMOLACURTIEDD = colui che molava gli arnesi da taglio di casa,  e dei macellai. U CAP’LLAR = colui che raccoglieva i capelli delle donne che cadevano dopo la pettinatura. In cambio offriva oggetti vari, ed i primi recipienti di plastica (secchi, bagnarole ecc.). A FURTUNELL = un girovago che con una piccola fisarmonica e con la gabbia di un uccellino (cardellino o meglio un pappagallo) rendeva armoniose le strade del paese e, a chi si avvicinava, dietro l’offerta di un piccolo obolo, dava la possibilità di estrarre da un cassetto ( a mezzo del suo pappagallo) il responso della dea bendata: un messaggio carino, una previsione. U STAGNAR’ addetto alla verniciatura a stagno di caldaie, padelle di rame ecc. sostavano, solitamente, per alcuni giorni, presso alcune fontane (i Murat o a Funtana Nov, u’ Tufaron ecc.).

 

         I mestieri contrassegnati con  l’asterisco (*) sono definitivamente scomparsi.



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